I Tessuti e le loro Origini

La canapa

Canapa

Ha origine orientale. La Cina ha il primato della coltivazione da circa 4000 anni, è una pianta erbacea annuale, il fusto è diritto e ricoperto di peli, foglie palmato lanceolate, viene coltivata in luoghi freddi. La fibra tessile è tratta dal fusto della pianta omonima le fibre sono opache e resistenti, meno lunghe del lino, più grossolane, debolmente lignificate.

Tessuto Canapa

Si adopera per corde, spaghi, tele robuste da vela, sacchi, imbiancata e raffinata ci dà stoffe per diversi usi soprattutto per arredamento. E’ resistente ma poco elastica e poco assorbente. Per queste sue caratteristiche la si trova utilizzata in associazione ad altre fibre (lino o cotone): è una fibra di facile manutenzione, potete lavarla ad alte temperature e anche candeggiarla. Un’unica avvertenza: se non volete che perda il suo pelo caratteristico, evitate di centrifugarla, eviterete inoltre che intasi il filtro della lavatrice.

La sigla sull’ etichetta è “ca

Cotone

Cotone

Si conobbe intorno al 2000 a.C i primi ad interessarsi alla coltivazione furono gli indiani e si presume che la tessitura fu conosciuta dagli stessi intorno alla stessa epoca. In seguito all’ influenza araba tutti i paesi che si affacciano nel bacino mediterraneo videro nei primi secoli a.C. l’introduzione del cotone, mentre gli stati del sud America si affermarono per la grande quantità produttiva per la quale tutt’ora sono all’avanguardia.

Dal 1800 agli anni ’30 con l’invenzione delle macchine industriali per la filatura e la tessitura la produzione è aumentata enormemente diffondendosi in tutto il mondo per le esigenze del momento. Pianta annua o bienne delle Malvacee, con foglie lobate, fiori giallo chiari e frutto a capsula che si apre liberando i semi avvolti da una peluria bianca giallastra impiegata come fibra tessile, la sua qualità dipende dalla lunghezza dei peli, più lunghi sono (le fibre più lunghe sono bianche e lucenti), migliore e quindi più costoso sarà il cotone.

Il cotone è molto robusto, antistrappo e resistente al calore. La sua proprietà principale è il potere assorbente, infatti può assorbire per il 20% del proprio peso specifico senza dare la sensazione di essere bagnato e fino al 65% senza gocciolare. Ha lo svantaggio di asciugare molto lentamente. La mercerizzazione è un trattamento con soluzione di soda caustica e allungamento delle fibre che, conferisce al cotone non solo la lucentezza ma anche la resistenza agli strappi e il potere assorbente. Il cotone si stropiccia facilmente e può restringersi al lavaggio.

La sigla sull’ etichetta è Co

Lino

Lino

Questa pianta è coltivata da oltre 3000 anni a.C. in Egitto, Palestina e Libia, in seguito dai greci e dai romani. Pianta delle linacee a foglie lineari, sparse, con un corimbo di fiori che possono essere di colore bianco, rosa o celeste, capsula con semi bruni oleosi. Pianta che viene seminata in primavera, dopo circa 100 giorni si schiudono i fiorellini su esili steli della lunghezza di 60 70 cm..

La fibra tessile viene estratta dagli steli sotto vari strati, in lunghi fasci che arrivano fino alla radice, proprio per questa ragione la raccolta avviene strappando la pianta per sfruttare tutta la lunghezza, poi sottoposta ad una complessa operazione di macerazione. Questo tipo di procedimento era conosciuto fin dai tempi remotissimi (veniva tagliata e legata in manipoli, fatta seccare al sole, poi la si poneva in acqua a macerare, poi ancora seccare, successivamente veniva battuta su pietre con speciali martelli, si staccava così la stoppa, usata come lucignolo per le lampade o altri usi minori, quindi la fibra più fine, veniva pettinata, filata, tinta e tessuta).

Tessuto Lino

Il tessuto di lino ha una superficie liscia ed è opaco lucida, non rilascia peluria, è robusto e dura a lungo (nelle tombe egiziane di 5000 anni fa sono state trovate strisce di lino ancora intatte), è un tessuto che aiuta il corpo ad adattarsi ai cambiamenti climatici, è igroscopico,assorbe umidità fino al 20% e può perderla molto rapidamente, per questo motivo i capi di lino sono molto freschi, ideali in estate; è termostatico, è anallergico, ha fibre che non trattengono polvere ne calcare, neppure residui di detersivo. E’ un tessuto molto igienico, non irrita la pelle, è antistatico.

Oggigiorno grazie a tecnologie avanzate, troviamo lino di tutti i pesi dal più fitto di trama al più sottile e vaporoso. Troviamo il lino d’ Irlanda resistente e molto bello per le tele fini; il lino di Fiandra e del Belgio è più bianco e lucente (batista di lino) rispetto al primo ma meno resistente si usa per tovaglie fini damascate, il lino olandese e spagnolo è imbiancato chimicamente ed è meno fine: si usa per lenzuola e tele ricamate; il lino russo è opaco, forte, di qualità media ed è usato per tovaglie comuni. Più grosso invece il lino italiano che serve per tende, strofinacci e tele robuste.

Il lino resiste ai lavaggi ad alte temperature, in ogni caso è bene seguire le indicazioni che si trovano sulle etichette dei capi perché a seconda del trattamento che il tessuto ha ricevuto, avrà necessità di un determinato lavaggio.In linea generale il lino più si lava più diventa bello perché le parti legnose residue lavaggio dopo lavaggio vengono eliminate. E’ un tessuto che si “stropiccia” facilmente (rispetto al passato oggi è considerato fine) ma è proprio questa sua inimitabile caratteristica che lo rende unico, è comunque un tessuto che si stira facilmente.

La sigla sull’etichetta è Li.

La seta

Baco seta

Pare si conosca dal 2000 a.C. e che giunga dalla Cina. L’occidente è venuto a conoscenza della seta grazie alle tribù nomadi dell’epoca più precisamente dalla tribù degli xiongnu i quali percorrevano e assalivano le regioni del nord della Cina. L’ imperatore di quel tempo visto l’insuccesso delle azioni militari decise di adottare un sistema di trattati di pace che venivano suggelati da matrimoni, inoltre durante l’anno agli xiongnu venivano offerte in dono fino a decine di migliaia di pezze di preziosa seta; arrivati ad averne in eccedenza al loro fabbisogno, iniziarono a barattarle con altre popolazioni nomadi dell’ovest che a loro volta la usano come merce di scambio arrivando così in occidente.

Attualmente i maggiori produttori sono il Giappone, la Cina, la Corea del sud. E’ la più pregiata delle fibre tessili ed è costituita da un filamento di bava a filo continuo secreta dalle ghiandole salivari del baco da seta, e può arrivare a una lunghezza di 800, 1000 metri con il quale il baco forma il bozzolo.

Le varie fasi della lavorazione della seta consistono: nell’essiccazione dei bozzoli, quindi a spelaiatura poi cerniti. Si fanno macerare in acqua riscaldata a 90° circa un quarto d’ora, questo per eliminare le sostanze gommose, poi passano a scopinatura mediante spazzole rotanti che vengono inserite nelle bacinelle agendo sui bozzoli per estrarre il capifila. Successivamente i bozzoli vengono messi in bacinelle di trattura con acqua a 50° dando modo alla filatrice di riunire un numero di bave, che può variare a seconda del risultato che si vuole ottenere, portarle così all’aspa attraverso la tavella, si fa quindi asciugare la matassa che si è formata, il filato viene poi trasferito su rocchetti che verranno poi sottoposti alle operazioni di pulitura, torcitura, binatura, brovatura, monda, cappiatura, piegatura, tutte queste operazioni hanno lo scopo di rendere il filato il più possibile uniforme e regolare.

Tessuto in seta

Il filato di seta è anche usato come isolante per materiale elettrico, e in chirurgia per suture. La seta è un tessuto che si indossa piacevolmente sia l’estate perché è fresca che l’inverno perché è calda, è molto igroscopica. La seta andrebbe lavata a secco, perché, essendo un tessuto che assorbe molto i colori potrebbero sbiadirsi con il lavaggio in acqua. Se proprio si vuole lavare a casa la seta, bisogna farlo a mano con acqua tiepida con detersivi delicati; non bisogna storcerla ne spazzolarla; sciacquare bene prima in acqua tiepida poi in acqua fredda, nell’ultimo risciacquo per ridare lucentezza ai colori aggiungere nell’acqua un goccio di aceto.

Il broccato di seta, l’organza, il taffettà, la georgette, lo chiffon, il raso vanno lavati esclusivamente a secco. Non metterla mai nell’asciugatrice o a diretto contatto con il sole. Stirare la seta al rovescio usando la temperatura bassa.

La lana

Pecore

Si ritiene che la lana sia la fibra più antica dell’umanità: sembra che il popolo di babilonia intorno all’ anno 4000 a.C. sia stato il primo ad usare la lana filata ricavando il tessuto. Precedentemente l’uomo si serviva delle pelli di lana usandole come rozzi indumenti. Anche i fenici ne commerciavano grosse quantità. Greci e romani nell’età classica si dedicavano alla pastorizia ed erano specializzati nella tessitura di stoffe di lana, così anche tutti i paesi che si affacciavano sul mediterraneo. La Spagna invece divenne la principale fornitrice di lane fini nel periodo del Medio Evo grazie alle molte greggi di merinos che possedeva, da allora si estese dovunque l’allevamento di questi ovini. In Italia, più precisamente a Firenze, fu la più potente Arte della città quella della lana.

La lana è il pelo che ricopre il corpo di ovini e caprini, e altri animali tipo il lama, il cammello. La qualità della lana varia molto, a seconda del tipo di animale e la zona del corpo: ad esempio i fianchi e le spalle sono le più pregiate, di seguito il dorso, infine il ventre e la coda. La lana definita naturale è quella ottenuta da ovini vivi e sani, quella agnellina invece è ottenuta da animali giovani, quella proveniente da animali morti è detta appunto morta o di pelatura. La lana migliore ha colore giallognolo, di scarsa qualità quelle grigie o nere.

Tessuto in Lana

In Europa la lana migliore è quella della razza Merinos che arriva dalla Spagna e dai suoi incroci, di seguito ci sono le inglesi (Leicester, Lincoln, Cotswold, Cheviot) poi le tedesche (Sassonia e Slesia), le francesi (Brie, Beray, zona di Versailles) quindi le italiane (Puglia, Basilicata, Sardegna, Lazio). La lana del Sud Africa viene usata per la lavorazione dei tappeti perché rigida e quindi si presta per il tipo di lavoro. Buona quotazione hanno anche le lane tunisine e quelle argentine. Molto pregiate sono l’alpaca il cachemire, ed il mohair.

La lana è morbida, flessibile e resistente, trattiene il calore.