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Tintura naturale

L’arte della tintura, pare risalga a moltissimo tempo fa e fu anche molto utilizzata, ogni popolazione aveva il proprio metodo e le proprie caratteristiche.

La tipologia di colore variava a seconda della reperibilità di vegetali come: piante, bacche, cortecce, radici, frutta e fiori, anche la tipologia di fibra tessile variava a seconda delle caratteristiche del luogo abitato.

Ad esempio gli assiro babilonesi utilizzavano lana, i giapponesi la seta, nel centro america c’era la lana di alpaca, nel nord america utilizzavano la lana di montone, gli egizi principalmente il lino, gli indiani il cotone.

Ogni popolo utilizzava determinati colori, questo in base alla strumentazione che possedeva e al tipo di vegetali che aveva a disposizione. In Egitto si usavano particolarmente il rosso e il turchese, in Giappone e in Cina il verde acqua e l’azzurro chiaro.

Nel 1906 furono tradotti degli antichissimi scritti risalenti agli antichi egizi, all’interno dei quali presenti ricette e modalità di tintura.

Grande vantaggio per gli antichi egizi, erano giacimenti di allume di potassio che possedevano e che utilizzavano come mordente per fissare il colore sui tessuti, tutt’oggi è uno dei mordenti utilizzati.

Vediamo alcuni vegetali da cui si possono ricavare tinture

  • Giallo intenso curcuma e zafferano
  • Giallo chiaro camomilla, buccia della cipolla bionda, fiori di ginestra.
  • Arancione: melograno curry.
  • Rosso: barbabietole rosse, radice di robbia, henné
  • Rosa: cavolo rosso, fragole, amarene, rabarbaro, petali di rosa rossa!
  • Lilla: bacche di sambuco varia dal lilla chiaro al viola intenso.
  • Blu: mirtilli, more, foglie di indigo blu chiari fino ad arrivare alle tonalità più scure
  • Marrone: mallo di noce, caffè, tè per le tonalità più chiare.
  • Verde: foglie di camomilla, foglie di edera, ortica per verde-grigio

 

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